fbpx
Back to top

Sostenibilità per (buone) azioni. Amka e i progetti in Congo

Di Elena Merlo

Avanzi ospita una testimonianza di realtà che lavorano nel terzo settore, Ong, che vedono in questi giorni uno dei momenti di ingaggio più significativi per finanziare i propri progetti. Nel corso degli anni abbiamo ricevuto, sotto data natalizia, diversi inviti da chi lavora su cause nobili: per questo abbiamo deciso di inaugurare questa nuova rubrica. La prima realtà, che inaugura, è AMKA.
Elena Merlo, che firma questo articolo, è stata ed è una persona significativa nella storia di Avanzi, che ha parzialmente lasciato proprio per intraprendere una nuova vita all’insegna del cooperare sul campo. Buona lettura.

AMKA è una organizzazione no profit che da più di vent’anni porta avanti progetti di sviluppo integrato nella Repubblica Democratica del Congo e in Guatemala negli ambiti della salute, dell’istruzione, della lotta alla malnutrizione e dello sviluppo economico, con una particolare attenzione all’empowerment femminile e delle nuove generazioni. Attraverso un approccio sostenibile e dal basso mira a stimolare processi di cambiamento con le principali leve sociali a disposizione. Ogni suo progetto è portato avanti da una equipe locale, a cui si aggiunge il supporto dello staff italiano. Attualmente conta circa 350 volontari, 55 collaboratori su tre continenti e 23.000 beneficiari.

In Repubblica Democratica del Congo i progetti di AMKA sono realizzati nell’area rurale di Mabaya, in un totale di circa 35 villaggi che si sviluppano ai lati della Kasumbalesa, la strada che unisce la città di Lubumbashi, provincia dell’Haut Katanga, con lo Zambia.

Il fazzoletto di terra in cui opera l’associazione è specchio delle contraddizioni che caratterizzano un paese profondamente complesso e lacerato. Se da un lato, infatti, sulla Kasumbalesa sfrecciano in direzione Sud Africa (e poi Europa, America e Australia) camion carichi di rame, coltan e cobalto, di cui il sottosuolo del paese è ricchissimo, dall’altro lato nei villaggi della zona la popolazione vive in uno stato di estrema povertà. La Repubblica Democratica del Congo, infatti, secondo il rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), attualmente si classifica 175esima su 189 Paesi in termini di indice di sviluppo umano, con 1 bambino su 5 di età inferiore ai 5 anni che soffre di malnutrizione acuta o grave e un tasso di analfabetismo che sfiora il 25% della popolazione (45% per le donne).

Il programma intersettoriale di AMKA ha l’obiettivo di offrire alle comunità rurali strumenti ed opportunità per costruire un futuro dignitoso e ricco di possibilità. Le strutture dell’associazione sul territorio contano ad oggi quattro scuole, due centri di salute, un programma nutrizionale diffuso e una unità produttiva dedicata a progetti di micro-credito in ambito agropastorale. Nel 2021, grazie alle donazioni raccolte dall’associazione in Italia, è stato possibile rafforzare ancora di più queste strutture e i progetti a loro correlati, destinando i fondi in particolare al sostegno dei programmi di empowerment delle nuove generazioni congolesi.

Nello specifico, sono iniziati (e quasi conclusi) i lavori di costruzione di un’unità scolastica aggiuntiva, pensata come polo per un percorso innovativo di formazione inclusiva e paritaria. L’esigenza è nata dalla constatazione che i programmi scolastici in Congo sono profondamente europocentrici, rigidi e frontali. Affiancare alla proposta formativa classica, corsi di arte, teatro e storia congolese, oltre ad approfondimenti di grandissima attualità sulla parità di genere e la micro-imprenditorialità, è fondamentale per formare degli adulti consapevoli, appassionati e orgogliosi della propria identità.

Ho vissuto un anno nella Repubblica Democratica del Congo come volontaria dell’associazione sul campo. Quello che mi è rimasto negli occhi, sulla pelle e nella mente è lo spaccato di un paese meraviglioso e dannato, che combatte una guerra senza armi. Gli scorci in cui ho trovato impresse le conseguenze di questo conflitto muto sono innumerevoli. Le ragioni troppo spesso vengono da lontano.

Nella zona in cui AMKA opera l’acqua limpida dei fiumi è inquinata dagli scarichi delle miniere, causando gravi patologie alla popolazione locale. I campi storicamente coltivati dai villageois sono strappati dall’oggi al domani da grandi proprietari terrieri, nel più incontrollato dei land grabbing. La Bibbia ha sostituito la tradizione, trasformando i simboli di una storia antica e ancestrale in stregoneria. Il neocolonialismo mascherato da sviluppo (di chi?) continua a creare divario e disuguaglianza. La creatività e la fantasia dei bambini si scontra presto con la necessità di adattarsi a una società che non li identifica ma a cui devono necessariamente aspirare, senza avere gli strumenti per comprenderla e, soprattutto, cambiarla.

AMKA ogni giorno combatte contro tutto questo, attraverso progetti sul campo e attività di sensibilizzazione in Italia. Il vero cambiamento passa, infatti, dalla consapevolezza pubblica sugli squilibri e le contraddizioni del nostro pianeta e dall’urgenza di rafforzare la formazione e l’educazione delle nuove generazioni del Sud del mondo. Per questo nel 2022, l’associazione continuerà a concentrarsi in modo particolare sui progetti di educazione, vista anche la crescita nel numero degli studenti delle scuole di AMKA, arrivati a più di 1000 rispetto ai 700 del 2020.

Se vuoi sostenere le scuole di AMKA in Congo, partecipa alla campagna “Prendimi per Mano” > amka.it/donazioni-regolari

d
Follow us