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ESG by design. Come gli intermediari di prossimità possono trasformare la sostenibilità in vantaggio competitivo

di Alessandro Messina, Head a|finance

L’esperienza di ArtigianCredito mostra come anche un intermediario finanziario con una funzione molto specifica possa integrare la sostenibilità nella propria strategia senza rinunciare alla propria identità, anzi, rafforzandola.

Negli ultimi anni la sostenibilità è entrata con forza nell’agenda del sistema finanziario europeo, ma il dibattito si è concentrato quasi tutto sulle grandi banche: rendicontazione, tassonomia, finanza sostenibile, disclosure, stress test climatici. Molto meno si è parlato di cosa significhi questa trasformazione per gli intermediari finanziari di prossimità: confidi, intermediari ex art. 106 TUB, finanziarie territoriali, operatori specializzati nel credito alle micro e piccole imprese. Eppure sono proprio questi soggetti a trovarsi davanti a una sfida particolare: da un lato devono rispondere alle stesse aspettative regolamentari delle istituzioni più grandi (secondo il principio di proporzionalità, certo, ma comunque le stesse aspettative); dall’altro devono preservare quello che resta il loro vero patrimonio competitivo, la conoscenza diretta delle imprese, dei territori, delle persone.

Negli ultimi tre anni Avanzi ha accompagnato diversi intermediari in questo percorso, e l’esperienza con ArtigianCredito in particolare ci ha insegnato alcune cose. Più che raccontare il progetto nel dettaglio, vale la pena condividere qualche riflessione utile a chi oggi si trova nella stessa situazione.

LA SOSTENIBILITÀ COME GESTIONE DEL RISCHIO

Il primo equivoco da chiarire riguarda proprio il significato della sostenibilità. Nel settore finanziario l’ESG non è nato come iniziativa reputazionale o esercizio di responsabilità sociale: è nato dalla regolazione prudenziale. Le aspettative di vigilanza della Banca d’Italia, le linee guida EBA, la Tassonomia europea hanno affermato via via un principio piuttosto semplice: i fattori ambientali, sociali e di governance modificano il profilo di rischio delle imprese e, di conseguenza, quello degli intermediari che le finanziano.
La domanda giusta, quindi, non è “quanto è sostenibile” un’impresa, ma se i cambiamenti climatici, la transizione energetica, l’organizzazione del lavoro o la qualità della governance possano incidere sulla sua capacità di generare reddito e rimborsare il credito nel medio periodo. È da qui che bisogna partire.

IL PATRIMONIO PIÙ IMPORTANTE RESTA LA RELAZIONE

Molti intermediari hanno affrontato il tema aggiungendo un questionario, qualche procedura, qualche documento in più. È una risposta comprensibile, ma raramente produce un cambiamento reale.

Con ArtigianCredito abbiamo scelto una strada diversa: la sostenibilità non è stata aggiunta all’organizzazione, è stata progettata dentro l’organizzazione, un approccio che potremmo chiamare ESG by design.

Gli intermediari di prossimità hanno un vantaggio che nessun algoritmo può replicare: conoscono le imprese, gli imprenditori, il territorio. Questa conoscenza è sempre stata al centro della valutazione del merito creditizio; l’ESG non la sostituisce, la rende più ricca e più strutturata. Il questionario ESG, per esempio, non serve solo a rispettare un requisito regolamentare: serve soprattutto a trasformare in patrimonio organizzativo condiviso informazioni che prima venivano raccolte in modo informale — programmi di investimento, strategie energetiche, ricambio generazionale, organizzazione aziendale, gestione della filiera, politiche verso i dipendenti, coperture assicurative.

Capita spesso, del resto, che compilando il questionario emergano esigenze che il cliente stesso non aveva ancora messo a fuoco: un investimento programmato, un problema energetico, un progetto di crescita, un’opportunità di finanza agevolata. L’ESG diventa, in questo senso, anche uno strumento commerciale.

DAL RATING ALLA CONSULENZA

Per anni la relazione finanziaria si è concentrata soprattutto sul passato — bilanci, centrale rischi, garanzie, andamentale. I fattori ESG introducono invece una prospettiva diversa: aiutano a parlare del futuro. Come cambieranno i costi energetici dell’impresa? Quali investimenti serviranno nei prossimi anni? Quali rischi climatici possono incidere sull’attività, e quali strumenti finanziari possono accompagnare la transizione?

La sostenibilità finisce così per cambiare anche il ruolo dell’intermediario, che da semplice valutatore del rischio diventa sempre più un accompagnatore dei percorsi di trasformazione delle imprese. Un’evoluzione piuttosto coerente, in fondo, con la missione storica dei confidi e degli intermediari territoriali.

QUANDO LA SOSTENIBILITÀ DIVENTA UN PRODOTTO

Integrare l’ESG nei processi è solo una parte del percorso. L’altra è tradurlo in servizi concreti. Da qui è nata la Garanzia Green di ArtigianCredito, dedicata agli investimenti in efficientamento energetico, energie rinnovabili, mobilità a basse emissioni e infrastrutture di ricarica. Il prodotto non certifica quanto un’impresa sia sostenibile e non distribuisce patenti “green”: riconosce piuttosto che certi investimenti riducono l’esposizione ai rischi di transizione, migliorano l’efficienza energetica e rafforzano la resilienza economica dell’impresa. La valutazione del merito creditizio resta centrale, ma si arricchisce di informazioni nuove ed è esattamente questo il senso dell’integrazione ESG.

UNA RESPONSABILITÀ CHE CRESCE

Negli ultimi anni molte banche hanno progressivamente allentato la relazione con la micro e piccola impresa. Gli intermediari di prossimità restano oggi uno degli ultimi presìdi di conoscenza diretta del tessuto produttivo locale, e questo comporta una responsabilità crescente. Accompagnare le imprese nella transizione non vuol dire convincerle di un’idea di sostenibilità: vuol dire aiutarle a capire come sta cambiando il mercato del credito. I fattori ESG peseranno sempre di più nella valutazione del rischio, e le imprese che lo capiranno prima saranno anche quelle con più accesso agli strumenti finanziari destinati alla transizione.

L’ESG COME VANTAGGIO COMPETITIVO

L’esperienza di ArtigianCredito suggerisce una conclusione che va oltre il singolo progetto: per gli intermediari di prossimità la sostenibilità non è necessariamente un costo organizzativo in più. Può diventare un fattore distintivo, proprio perché valorizza ciò che li rende diversi dai grandi operatori: la qualità della relazione, la conoscenza delle imprese, la capacità di accompagnarne i percorsi di sviluppo.

L’ESG, in fondo, non è un linguaggio da importare dall’esterno. È un modo nuovo di leggere una missione che questi intermediari svolgono da sempre, ovvero conoscere meglio le imprese per finanziare meglio il loro futuro.

Questo articolo nasce dall’esperienza sviluppata da Avanzi nel supportare ArtigianCredito nell’integrazione dei fattori ESG nella governance, nei processi di credito e nello sviluppo di nuovi strumenti dedicati alla transizione delle micro e piccole imprese.

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