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Il cantiere di MadreProject, la Scuola del Pane e dei Luoghi

Di Claudio Calvaresi, principal di a|place

MadreProject, Scuola del Pane e dei Luoghi è la prima scuola che invita a trattare il pane come medium per ristabilire una relazione positiva con i luoghi. È un progetto nato da un’idea di Terzo Paesaggio, sostenuto dal Crowdfunding civico del Comune di Milano, sviluppato in partnership con Avanzi, a|cube e il maestro panificatore Davide Longoni.

MadreProject è una scuola che lancia una sfida: per produrre impatto positivo sulle comunità, occorre mettersi alla prova. Più che un buona idea da realizzare, è opportuno avere una intenzione, impastarla con altri ingredienti (risorse, opportunità, preferenze, interessi di altri attori) e farla lievitare, dando luogo ad una soluzione. Abbiamo pensato che fare il pane è ciò che più dà conto di questa logica. MadreProject formerà gli innovatori urbani del futuro: potranno essere dei panificatori in grado di aprire una bottega del pane che sia anche centro di comunità; oppure dei pianificatori, consapevoli che la progettazione significa “mettere le mani in pasta”, perché design è sempre anche making; o una figura di “attivista riflessivo”, che nessun master universitario è in grado di formare. Queste figure non saranno esposte ad un percorso in aula al termine del quale, quando finalmente irromperà la realtà, incontreranno lo stage. Ma saranno invitate a sperimentarsi, coinvolte in un percorso di apprendimento formato nell’esperienza.

MadreProject, Scuola del Pane e dei Luoghi, è una proposta rivolta a chi vuole coltivare le proprie aspirazioni. A chi è mosso da un’urgenza, ma sa che ha bisogno di un progetto per passare all’azione. A chi intende generare impatto, consapevole che progetti e aspirazioni sono fatti sociali, si formano nel confronto con gli altri e con il posto in cui sono allestiti, con lo spazio della città. A chi si lascia attraversare da mille domande prima di muovere il primo passo, ma su almeno un paio di cose non ha dubbi: che si impara sperimentando e che operare per la transizione giusta implica atterrare su un suolo, interagire positivamente con la Terra.

MadreProject si è aperto con una settimana pilota a fine febbraio, offerta a quindici persone, interessate alla proposta. Abbiamo proposto loro di sperimentare insieme MadreProject e collaborare con noi alla valutazione dei risultati: ci servirà per definire la versione completa della Scuola, che lanceremo nell’autunno del 2022.

Abbiamo iniziato domenica 20 febbraio con un grande evento in cui Enzo Bianchi, fondatore della Comunità Monastica di Bose, ha tenuto una lezione aperta sul pane come simbolo della natura e insieme della cultura, dell’agire dell’uomo in armonia con la natura. Nel suo libro “Il pane di ieri”, riprendendo un passo del Salmo 104, ricorda che il pane è nella terra, ma solo l’uomo sa estrarlo chiamandolo alla vita. E aggiunge che la panificazione è un processo: di mietitura e trebbiatura, dunque di raccolta e discernimento, e poi di molitura, per disporre la farina alla combinazione con l’acqua e il lievito. Accade con i maestri che le loro parole aiutino a dare forma ai propri pensieri. Così per noi, sono state quelle di Enzo Bianchi. Gli abbiamo chiesto di contribuire a MadreProject con una riflessione sul pane come mezzo per “educare”, che dunque in senso proprio “trae fuori”, e sulla panificazione come percorso progettuale, che seleziona elementi diversi e li assembla, facendoli corrispondere in un nuovo disegno. Dopo averlo ascoltato, possiamo dirlo: saper fare il pane aiuta a trasformare le proprie aspirazioni in un progetto in relazione con la Terra.

Poi, da martedì 22, abbiamo iniziato una settimana intensa (e immersiva, tra Chiaravalle, Corvetto e lo spazio aperto in via Tertulliano) di lezioni, workshop, passeggiate, conversazioni, eventi, interventi di ispirazione, laboratori. Articolata su tre prospettive (Pane, Terra, Azione).

La Scuola ha seguito dei principi comuni: conoscere attraverso l’esperienza, oltrepassare i confini disciplinari, assumere un approccio empirico.

Abbiamo cercato di trasmettere i metodi dell’indagine urbana e i modelli di business sociale, le tecniche di co-design e di panificazione, i processi di molitura e di pianificazione; come riconoscere e valorizzare i semi dell’innovazione sociale e quelli dei grani antichi; come gestire un ristorante, disegnare una politica di rigenerazione urbana, vinificare in anfore georgiane o cuocere il pane in un forno georgiano. Abbiamo avuto modo di incontrare esponenti del movimento dei Panificatori Agricoli Urbani e rappresentanti di punta del mondo della ristorazione (come Antonia Klugmann) e del vino (come Mateja Gravner).

Abbiamo partecipato al confronto tra Gabriele Pasqui e Francesco Remotti. Con loro abbiamo discusso di come si possono costruire progetti di vita in comune sapendo che siamo un intreccio di somiglianze e differenze, e che quando diciamo “noi” stiamo in realtà costruendo un progetto: la “noità” non è un dato, ma un assemblaggio.

Abbiamo incontrato Alessandro Solbiati che ci ha guidato all’ascolto di “Das Lied von der Erde, la straordinaria opera di Gustav Mahler che celebra l’eterno ritorno dal mondo alla Terra. In uno dei Lied che lo compongono, la voce di contralto ci invita a questo ritorno, cantando «La Terra respira piena di pace e di sonno […]. Oh bellezza, mondo ebbro di eterno amore, eterna vita».

Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando ci hanno insegnato come l’agricoltura disegna il cibo e la salute. Da noi e nelle più diverse comunità del mondo.

Isabella Bordoni e Alessandro Perini ci hanno condotti nel “grandioso vagabondaggio del grano”, guidandoci all’ascolto di suoni e alla scoperta di campi e percorsi tra Vaiano valle e Chiaravalle, lungo un audio-lab che ha assemblato quotidiane sessioni di registrazione del fare pane tra sapere artigiano, tecnica, discorso.

Siamo molto contenti di come è andata: l’ultimo giorno abbiamo raccolto le prime impressioni e discusso con alcuni amici-discussant i risultati emersi. Una persona ha detto: “Questa settimana mi ha fatto intendere i processi necessari per raggiungere un prodotto”.

Ecco, cos’è MadreProject: una scuola per apprendere a progettare, in relazione con la Terra e con gli altri.

È una università in costruzione, che interpreta la sua funzione come Alfred Whitehead intendeva la filosofia dell’educazione: «The justification for a University is that it preserves the connection between knowledge and the zest of life».

Stiamo ora lavorando alla versione di lancio della Scuola, che partirà in autunno. È difficile e sfidante, perché non c’è nulla di simile. Per questo, avremo bisogno in questi mesi di mobilitare intelligenze e competenze attorno a questo nostro progetto: organizzeremo iniziative pubbliche e momenti riservati di confronto; sessioni di co-progettazione ed eventi nella città. Siamo convinti che fondare una scuola è un atto collettivo e un percorso che deve generare apprendimento sociale. La Scuola del pane e dei luoghi comincia a prendere forma.

Immagine in copertina: Filippo Romano ©

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