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Il diario di viaggio dei bootcamp di Onda. TAPPA 3: CATANIA

di Alberto Muscari Tomajoli, COO e Senior Consultant di a|cube

Siamo giunti alla terza e ultima tappa del percorso di pre-incubazione Onda, che a|cube sta realizzando in qualità di partner tecnico. Questa volta si “gioca” in casa: ad ospitarci nella 3 giorni di attività è Isola Catania, nostro partner nell’attuazione del programma.

A Catania, dove forse si può dire che tutto è iniziato, il fantastico e suggestivo coworking di Isola Catania è teatro di questa ultima sessione di lavoro a stretto contatto con i 13 team di Onda e con il gruppo di lavoro di Fondazione Marea e Isola Catania.

Dal 4 al 6 dicembre abbiamo realizzato l’ultimo ciclo di 3 giorni di lavoro, formazione, affiancamento, contaminazione e site visit a stretto contatto con gli oltre 30 ragazzi e ragazze e con diversi innovatori e imprenditori sociali siciliani.

Sono state, anche questa volta, giornate intense di attività, scoperta, dialogo e crescita. È stato un ulteriore importante passo per dare concretezza alle idee d’impresa con l’obiettivo di tradurre modelli di business in numeri e modelli economici previsionali ad impatto.

 

> Catania, fucina di innovazione sociale e non solo

A Catania abbiamo avuto il piacere di conoscere un pezzo importante dell’innovazione sociale siciliana grazie a testimonianze forti e tangibili di come sia possibile realizzare cambiamenti positivi e duraturi anche in contesti difficili.

Siamo partiti dall’esperienza di Isola Catania stessa, raccontata dal founder e presidente Antonio Perdichizzi, che ha offerto uno spaccato lucido e al tempo stesso ispirazionale di come in pochi anni la società è stata in grado di creare reti, realizzare progetti innovativi, arricchire il territorio con talenti, opportunità e iniziative per i siciliani e con i siciliani. Il suo racconto, la sua visione e il confronto con i team sono stati stimolanti ed hanno offerto molteplici spunti di riflessione e di apertura a tutti gli aspiranti imprenditori.

Inoltre, le visite alla Vecchia Dogana e al Monastero dei Benedettini sono state l’occasione di conoscere realtà d’eccellenza e collaborazioni pubblico-privato che funzionano.
Durante la prima abbiamo avuto modo di scoprire un polo dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale nel cuore di Catania a pochi passi dal mare.
Con la seconda, guidati da Ciccio Mannino, imprenditore sociale e co-founder dell’associazione Officine Culturali, abbiamo potuto scoprire come è stato possibile dare nuova vita e nuove modalità di fruizione agli immensi spazi del complesso pluri-architettonico del monastero intrecciando turismo, educazione, cultura e impatto sociale.

> Costruire solidità, partendo dai numeri

La costruzione di un’impresa sociale in grado di stare sul mercato non può prescindere dalla comprensione di quelle che sono le dinamiche economiche e finanziarie che stanno alla base del modello di business sociale.

In questo terzo bootcamp i team sono stati, quindi, guidati nella comprensione di cosa significhi creare un modello economico, quali siano gli elementi di base che lo costituiscono ma soprattutto come e quanto sia importante costruire proiezioni e ipotesi relative alla propria idea di impresa sociale.

Ogni business, ancor di più quelli sociali, deve essere costruito su assunzioni solide, quanto più possibili verificate direttamente e verificabili.
L’esercizio di comprendere su quali basi – e cioè con quali numeri – un’impresa sia in grado di “stare in piedi” nel lungo termine, specie nelle sue fasi iniziali quando dati e informazioni sono ancora pochi, può sembrare un esercizio sfidante e aleatorio. Nonostante ciò, è un esercizio necessario, forse addirittura stimolante. Tradurre in numeri le parole, le idee, le attività è fondamentale per capire nel dettaglio il funzionamento del proprio business.

Quello che abbiamo voluto trasmettere ai team è che la modellizzazione economico-finanziaria è un lavoro che dovrebbe essere gestito internamente e soprattutto che non è un esercizio statico ma dinamico che deve evolversi con il mutare dell’impresa, delle conoscenze sui target (clienti e beneficiari) e del mercato in cui si opera.

L’obiettivo deve essere quello di assumere una sempre maggiore consapevolezza sul funzionamento di quelle variabili che sono in grado di incidere in maniera determinante sulla crescita dell’impresa. La realizzazione di un modello parametrico è quindi di fondamentale importanza per costruire scenari evolutivi futuri da monitorare nel tempo.

Infine, si è cercato di trasmettere quanto sia importante dimostrare una conoscenza degli aspetti economici e finanziari della propria impresa sociale anche in fase di raccolta fondi, che sia essa da capitali privati (in particolare fondi d’investimento ad impatto, istituti bancari, etc.) o pubblici.

> L’importanza di sapersi raccontare, insieme

In questi tre giorni, per la prima volta, tutti i team hanno avuto modo di esercitarsi con la difficile arte del “pitchare”: presentare il proprio progetto secondo una modalità e uno schema classico del mondo delle startup che consiste nel raccontare la propria idea di impresa in pochissimi minuti.

Il livello delle presentazioni è stato piuttosto vario. Alcuni team hanno dimostrato una buona maturità e capacità di “stare sul palco” frutto anche di esperienze pregresse, altri, invece, hanno dovuto cimentarsi per la prima volta e superare le proprie paure scontrandosi con quello che in questa pratica è uno dei più grandi nemici: il tempo.

Tutti hanno compreso quanto complesso possa essere sintetizzare e riuscire a trasmettere i messaggi chiave della propria idea di impresa sociale in un tempo così ridotto. D’altra parte, proprio questo esercizio di sintesi è di estremo valore per testare la validità e la chiarezza dell’idea stessa.

L’aspetto di maggiore valore che però si è generato in questa pratica durante tutte le presentazioni è stato il feedback. Tutti i team hanno infatti effettuato la loro presentazione di fronte agli altri. Questo, ha innescato un proficuo e stimolante processo di mutuo aiuto. Ascoltare i pitch degli altri si è rivelato essere un’occasione di apprendimento e al contempo un momento di condivisione, confronto e crescita aperto, costruttivo e coinvolgente.

> Cosa ci siamo portati da Catania?

Quest’ultima tre giorni di lavoro non ha fatto che confermare e rafforzare la coesione di un gruppo di aspiranti imprenditori sociali siciliani che credono fermamente nella propria capacità di generare valore sociale e di farlo insieme.

Tutti i progetti hanno compreso quanto sia difficile ma fondamentale sapersi raccontare in maniera chiara, diretta e semplice. Costruire un racconto efficace, completo e adatto all’audience di riferimento è un esercizio complesso che richiede uno sforzo di aggiornamento e affinamento continuo.

Nonostante alcuni timori generati dalla comprensione della complessità di cosa significa gestire economicamente e finanziariamente un’impresa e le difficoltà nel “pitchare”, siamo sicuri che i team abbiano acquisito nuova consapevolezza e strumenti fondamentali da aggiungere in quella “cassetta degli attrezzi da imprenditori” che servirà loro per costruire in maniera più solida la loro futura impresa sociale.

Il percorso di crescita è ancora lungo e tortuoso, ma siamo sicuri che l’intenso lavoro svolto insieme li porterà alla realizzazione dei loro progetti sociali, qualunque sia la forma che prenderanno, con rinnovato entusiasmo, voglia di cambiare e qualche certezza in più.

> L’evento conclusivo a Palermo

Il viaggio di Onda si è concluso (almeno per ora!) poco dopo, a fine dicembre, in un grande evento presso l’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo. Qui i team hanno avuto l’opportunità di presentare le loro idee d’impresa sociale alle Pioniere e ai Pionieri che sostengono Fondazione Marea e a vari stakeholder siciliani, raccogliendo feedback live, condividendo e ascoltando esperienze e ricevendo disponibilità di supporto e mentorship per le proprie realtà nascenti.

Un momento di confronto e restituzione, ma anche di festa, per celebrare insieme i risultati raggiunti e guardare al futuro della Sicilia con fiducia.

> L’ondata di cambiamento continua

La prima edizione del programma di pre-incubazione Onda per ora si conclude qui e, con lei, anche il nostro diario di bordo.
Ma il viaggio è solo all’inizio! Come a|cube e Avanzi continueremo a supportare il programma e la Fondazione, lavorando proattivamente per creare opportunità in Sicilia e generare impatto sociale reale e duraturo.

Per approfondire:

> Vai alla 2° tappa del diario di viaggio di Onda
> Leggi il racconto della 1° tappa
> Scopri “L’Onda di cambiamento che sta investendo (nel)la Sicilia”
> Scopri questo e tutti gli altri programmi di a|cube

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