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Impatto sociale e minibond

Nuovi strumenti di mercato a servizio delle società cooperative

di Alessandro Messina, Head of a|finance e Fabio Camilletti, Comitato Sviluppo Imprese Frigiolini & Partners Merchant

Le cooperative sociali operano in settori ad alto impatto sociale, ma continuano a finanziarsi in modo tradizionale. Il credito bancario resta la fonte prevalente, spesso l’unica. Questo assetto ha garantito stabilità per anni, ma oggi mostra limiti evidenti: viviamo infatti in una fase storica di persistente riduzione dei prestiti alle PMI, maggiore selettività, difficoltà a finanziare investimenti non standard o con ritorni distribuiti nel tempo.

In questo contesto, i minibond possono rappresentare una leva utile, anche per il mondo della cooperazione sociale. Non come sostituto della banca, ma come strumento complementare, capace di aprire margini di autonomia e di diversificazione.

IL MERCATO ITALIANO DEI MINIBOND

Il mercato italiano dei minibond ha ormai superato la fase sperimentale. Dal 2012 a oggi si contano oltre 1.000 emissioni, per un ammontare complessivo che si colloca tra i 50 e i 60 miliardi di euro. Negli ultimi anni il flusso annuo si è stabilizzato tra i 7 e i 9 miliardi, dopo la crescita registrata nel periodo pandemico. Si tratta di numeri ancora contenuti rispetto al fabbisogno complessivo delle imprese, ma sufficienti a delineare un segmento stabile del mercato del credito.

La crescita è stata significativa, ma selettiva. Le imprese emittenti sono alcune centinaia, a fronte di un universo nazionale di milioni di PMI. Se il taglio medio si colloca intorno ai 5 milioni, uno spazio importante, almeno per numero di operazioni, si colloca sotto questa media con emissioni anche inferiori al milione di euro.

MINIBOND E COOPERATIVE: QUANDO HANNO DAVVERO SENSO?

Nel ragionare di un potenziale connubio tra minibond e cooperazione sociale, occorre considerare diversi aspetti.

Un primo punto riguarda l’autonomia finanziaria.

Emettere un minibond significa accedere, almeno in parte, al mercato dei capitali. Per una cooperativa sociale questo passaggio ha anche un valore organizzativo: implica strutturare meglio i dati economico-finanziari, chiarire le strategie, rendere leggibile il proprio modello di sostenibilità. Non è solo una fonte alternativa di risorse, ma un salto di qualità nella relazione con i finanziatori.

Un secondo elemento è la diversificazione.

I minibond consentono di ampliare la base degli investitori, riducendo la dipendenza da pochi interlocutori che ragionano tutti allo stesso modo, le banche. Oggi questa base è ancora prevalentemente istituzionale – fondi di private debt, banche, assicurazioni – ma si stanno aprendo spazi nuovi. In particolare, le ultime disposizioni operative del “Fondo centrale di garanzia per le PMI” prevedono la possibilità di estendere la garanzia pubblica anche a investitori privati che sottoscrivono minibond, inclusi quelli che operano attraverso piattaforme di crowdfunding.
È un passaggio potenzialmente rilevante: la garanzia riduce il rischio percepito e può favorire il coinvolgimento del risparmio diffuso. Per le cooperative sociali questo elemento è coerente con la propria natura. Non si tratta solo di raccogliere capitale, ma di costruire relazioni finanziarie con la propria comunità di riferimento. I minibond, se accompagnati da questi strumenti di mitigazione del rischio, potrebbero evolvere verso forme più aperte e partecipate.

Un terzo ambito riguarda la natura degli investimenti.

Le cooperative sociali spesso sviluppano progetti che le banche faticano a finanziare: servizi innovativi, infrastrutture sociali, progetti territoriali. I minibond consentono maggiore flessibilità: durate più lunghe, piani di rimborso adattabili, strutture costruite sul progetto. Questo potenziale, però, non si realizza automaticamente. Senza investitori disposti ad assumere rischio in modo consapevole, il mercato tende a privilegiare operazioni standard. Serve quindi un ecosistema: fondi dedicati, garanzie pubbliche, piattaforme capaci di aggregare operazioni di piccola dimensione.

Resta la questione della scala. Oggi la componente riconducibile all’impatto sociale nel mercato dei minibond è ancora limitata. Non esiste una stima ufficiale, ma è plausibile collocarla in una quota minoritaria, probabilmente nell’ordine di pochi punti percentuali del totale. Tuttavia, se si considera il potenziale di crescita del mercato e l’evoluzione della finanza a impatto, è ragionevole immaginare che questa quota possa aumentare in modo significativo.

Anche uno scenario prudente – ad esempio una quota del 5-10% del mercato nei prossimi anni – implicherebbe risorse nell’ordine di alcuni miliardi di euro destinati a iniziative con impatto sociale o territoriale. Non è una cifra risolutiva rispetto ai bisogni complessivi, ma è sufficiente a cambiare scala ad alcune tipologie di intervento, soprattutto se integrata con strumenti pubblici e filantropici.

Infine, una cautela. I minibond, pur non essendo uno strumento per tutti, sono probabilmente più accessibili di quello che normalmente si pensa. Ma si accede ad un mercato che non conosci e in cui non sei conosciuto, nel quale è pertanto necessario un accesso graduale, utile ad affrontare una certa complessità organizzativa, contenere i costi di accesso e far conoscere agli investitori le potenzialità della propria struttura. Il rischio è inseguire uno strumento “di mercato” senza avere le condizioni per utilizzarlo in modo efficace.

La domanda a cui rispondere, caso per caso, è per quali cooperative sociali e quando abbia senso emettere minibond. In presenza di un progetto solido, di una struttura adeguata e di una strategia di diversificazione finanziaria, lo strumento può essere molto utile e vincente.

WEBINAR: MINIBOND E IMPACT FINANCE

Il webinar “Minibond e Impact Finance. Oltre la finanza tradizionale: nuove opportunità e strumenti di mercato a servizio delle società cooperative nasce da qui: capire quando e come i minibond possano essere messi al servizio dell’impresa cooperativa, in particolare di tipo sociale, rafforzandone autonomia, capacità di investimento ed efficacia nel perseguimento della propria missione.

L’iniziativa è organizzata da Avanzi – sostenibilità con azioni in collaborazione con Fundera – Frigiolini & Partners Merchant.

Vi aspettiamo:

📅 Mercoledì 20 maggio alle ore 17.00

📍 Online sulla piattaforma Teams (il link per accedere al webinar verrà inviato post registrazione su Eventbrite)

Per approfondire:

> Impatto, finanza e un alfabeto comune
> Finanza di impatto: nasce una nuova area di attività in Avanzi
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