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Imprese: il cambiamento, in 5 mosse

Imprese: il cambiamento, in cinque mosse

di Emma Sarti, Manager e head a|change

Le attività economiche, e quindi le imprese, sono investite di nuove responsabilità che mai come oggi si accompagnano a opportunità da cogliere, nei mercati come nella società.

Un viaggio epico, con una destinazione ancora lontana ma sempre più chiara. Serve un grande sforzo per raggiungere un porto sicuro dopo aver navigato in acque tempestose, vissuto mille peripezie e, forse, evitato di perdersi. Ecco, potremmo pensare al viaggio di Ulisse verso Itaca per rappresentare ciò a cui sta andando incontro la nostra società.

L’Agenda 2030 e gli Accordi di Parigi, insieme alle strategie e alle politiche europee per contrastare il cambiamento climatico e sviluppare l’economia circolare, rappresentano in questo viaggio un decisivo cambio di rotta, l’inizio della tratta forse più difficile ma che ci potrà condurre direttamente verso l’approdo.
Si dovranno inseguire stringenti obiettivi ambientali e sociali, operando una vera e propria riconversione del sistema economico a basse emissioni, per cui saranno richiesti ingenti investimenti in tecnologia e innovazione. Il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR) traccia il percorso per l’Italia dei prossimi anni. Transizione ecologica, digitalizzazione ma anche, in un momento di forte crisi economica, coesione e inclusione sociale e nuove opportunità per giovani e donne.

In questa parte fondamentale del viaggio, attori diversi dovranno convergere a un obiettivo comune: gli investitori, orientando i propri capitali verso attività sostenibili; i governi, emanando politiche e riforme in grado di abilitare gli impegni presi; le imprese, innovando il proprio business.

Le attività economiche, e quindi le imprese, sono investite di nuove responsabilità che mai come ora si accompagnano a opportunità da cogliere, nei mercati come nella società. Servono letteralmente energie nuove. Perché se prima per la sostenibilità vi era un obbligo morale, adesso l’obbligo è vitale.

Un punto lo si farà nel 2030, l’obiettivo è arrivare al traguardo del 2055 in un mondo diverso. La mutazione comprenderà le radici del sistema e nessuno può permettersi di restare indietro. Pena la scomparsa.

Per essere protagoniste del cambiamento, le imprese devono partire da almeno cinque mosse.

1.Portare e diffondere in azienda la cultura della sostenibilità, affinché tutti i livelli dell’organizzazione, a partire dal vertice aziendale, prendano coscienza e consapevolezza del contesto e del cambiamento in atto, e abbiano gli strumenti e le leve per trasportare il pensiero in azione.

2.Avere una strategia di business sostenibile, orientata alla transizione ecologica, con una visione di lungo termine e con impegni dichiarati, misurati e concreti, fortemente guidata dall’innovazione, oggi più che mai necessaria per pensare fuori dagli schemi, immaginando e sperimentando approcci diversi e soluzioni nuove, per guidare questa transizione e per non esserne travolti.

3.Far evolvere la rendicontazione di pari passo con la strategia per facilitare il dialogo con il mondo finanziario, rendendo evidente e tangibile l’impegno strategico volto al cambiamento e ampliando la disclosure anche a quegli elementi intangibili, come il capitale sociale e le relazioni con le risorse umane, che sono sempre più determinanti per la generazione di valore nei nuovi modelli di business.

4.Leggere le proprie comunità di riferimento e promuoverne lo sviluppo, portando l’impresa ad avere un ruolo pubblico di sviluppo locale, rivolgendosi al territorio come attore rilevante del processo produttivo – in stretta relazione con soggetti civici e istituzionali.

5.Valutare e aumentare l’impatto generato perché tutte quello che accadrà genererà un cambiamento. La valutazione dovrà porre particolare attenzione ai risultati di medio-lungo periodo di un’azione.

Tutto ciò mira a stabilire nel lungo termine un nuovo equilibrio tra il sociale e l’ecosistema, favorendo un sistema economico che funziona per la gente, più equo e con meno disuguaglianze, in cui sviluppo e conservazione delle risorse naturali possono andare di pari passo. Questo è il porto sicuro che ci attende alla fine del viaggio.

Come ci arriveremo sarà la bilancia del raggiungimento del successo. Sarà una navigazione difficile, e non mancheranno venti contrari e onde da superare, poi si spera in acque più calme: la si può vedere come si vuole, ma sarà comunque un’impresa.

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