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Produrre innovazione tra spazi, pratiche e attori

Di Claudio Calvaresi, a|place

Ti aspettiamo giovedì 23 aprile, h.18 ad Avanzi coworking

Presenteremo il volume “Innovazione sociale aperta”, discutendolo con chi lo ha curato e con protagonisti di alcune delle esperienze che il libro analizza.

Il libro affronta il tema dell’innovazione sociale aperta come meccanismo generativo di impatto sociale, cioè come forma di azione che produce impatti positivi sulle comunità di riferimento, innovando prodotti (servizi, progetti, iniziative), dotazioni (capacità e competenze degli attori) e processi (modalità di definizione e trattamento dei problemi pubblici, strategie di interazione, ecc.).

La ricerca approfondisce sedici casi di innovazione, analizzandoli secondo quattro dimensioni: ruolo dell’attore pubblico, forme di finanziamento, orientamento all’imprenditorialità; sistemi di misurazione dell’impatto sociale.

È una analisi molto ricca e articolata, che permette di sviluppare una discussione ampia e fondata su evidenze di cosa l’innovazione sociale aperta ha prodotto e cosa implica, come fattore di apprendimento, per le politiche pubbliche. Il libro non dà risposte rassicuranti, non è un contributo agiografico per rassicurare sulle fortune dell’innovazione sociale. Piuttosto interroga e pone al vaglio alcune domande scomode, come ad esempio: se e come “istituzionalizzare” l’innovazione sociale aperta, come leva di generazione di valore per le comunità territoriali? Come ridefinire, di conseguenza, profilo e compiti dell’operatore pubblico? Come definire una relazione con il campo territoriale (il mitico “luogo”) entro cui le innovazioni operano in senso generativo e non estrattivo?

Tra i casi esaminati ce ne sono alcuni che vedono Avanzi come promotore o partner (Casa del Parco Adamello, MadreProject, BASE Milano). Non solo ci fa molto piacere, ovviamente. Ma per noi è anche un modo per interrogarci su quello che facciamo, valutare gli esiti delle nostre stesse sperimentazioni, alimentare una riflessione sul futuro e continuare a sostenere una posizione non facile, ma straordinariamente feconda, di progettisti di politiche e, insieme, di policy activist.

Per tutti coloro che – come noi – svolgono il ruolo di promotore di sperimentazioni sociali, le abilitano, le sostengono, le osservano partecipandovi, è un libro necessario e una guida per continuare a navigare in un mare che, a guardarlo con attenzione, è capace di fornire sollecitazioni alle politiche pubbliche, se queste fossero interessate a farsene attraversare e trasformarle in indicazioni di futuro.

Chissà se, in questo tempo inquieto e stravolgente, un piccolo libro non possa aiutare.
Partecipa e discutiamone insieme.

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