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Spazio pubblico e ripresa post-covid: The AfterCovid.City Global Charter

Di Khadidja Konate, consultant di a|place

La ripresa delle città passa inevitabilmente per i suoi spazi pubblici.
La AfterCovid.City Global Charter, a cui Khadidja Konate – architetta e placemaker – ha contribuito nella stesura, ha l’obiettivo di fornire ad amministrazioni, organizzazioni e attivisti linee guida e esempi virtuosi per poter uscire dalla crisi pandemica migliorando la città dal punto di vista sociale, fisico ed economico.

La crisi pandemica ha messo in discussione caratteristiche urbane da tempo consolidate come densità, funzioni e interazioni sociali, mettendo in luce il ruolo centrale dello spazio aperto e pubblico per la qualità della nostra salute mentale e fisica. Lo spazio pubblico è stato riscoperto e rivalutato, tornando al centro delle riflessioni globali ed ha contribuito a promuovere la connessione sociale quando la distanza fisica era obbligatoria.

Lo statuto della città post covid fornisce esempi virtuosi e linee guida per chi progetta la città, per chi legifera, e per chiunque partecipi alla progettazione degli spazi della socialità in questo momento di transizione epocale.

Ci troviamo in un momento critico in cui è possibile ricostruire le nostre città su nuovi paradigmi. Per questo, le reti Placemaking Europe e Placemaking X hanno coinvolto nella scrittura dello statuto 184 esperti di città e placemakers rappresentanti di più di 60 paesi, aprendo ad un confronto su azioni e politiche necessarie che applichino il Placemaking nella progettazione degli spazi collettivi.

Il placemaking è un metodo di progettazione che nasce negli anni ‘60 con Jane Jacobs e William Whyte. In un periodo storico nel quale, citando Whyte, “The human backside is a dimension architects seem to have forgotten”, queste due figure hanno praticato e teorizzato l’importanza di mettere al primo posto l’abitante per il benessere individuale e comunitario.

La AfterCovid.City Global Charter indica 18 principi e altrettanti progetti esemplari al fine di costruire città inclusive e più sane divisi nelle seguenti categorie: spazio pubblico innovativo, sociale, agile, culturale, verde, connesso.

Khadidja, membro attivo di Placemaking Europe, ha contribuito alla stesura dello statuto, facendo da facilitatrice ai laboratori di co-scrittura online e partecipando all’episodio di lancio del podcast Urbanistica insieme a Ramon Marrades, direttore di Placemaking Europe, e Ethan Kent, direttore esecutivo di Placemaking X.

Scopri di più sul progetto e ascolta il podcast su Spotify.

 

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