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Venticinque anni di Avanzi: per un cambiamento vero.

di Davide Dal Maso, Partner Avanzi

Gli editoriali di fine, o inizio anno rischiano di essere ripetitivi: bilanci e analisi da una parte; previsioni e auspici dall’altra. Eppure è successa una cosa particolare: mentre ripercorrevo i passaggi di questa fine/inizio anno mi sono reso conto che prima dell’estate avevamo deciso di predisporre un piano di sviluppo per i prossimi anni e ci eravamo dati una scadenza per farlo, che, come si dice, è andata lunga. Ma non l’abbiamo rispettata non perché siamo pigri o disorganizzati, ma perché programmare costringe a pensare. E ogni pensiero ne produce un altro, che a propria volta richiede tempo per essere razionalizzato, sedimentato, elaborato.

Insomma, la vita di un’organizzazione segue dei percorsi non sempre controllabili, un po’ come un fiume, la cui corrente accelera o rallenta a seconda della pendenza, il cui corso dipende dagli ostacoli che incontra e così via. Questo non significa che non ci siano dei momenti topici.

Il 2022, per esempio, sarà un anno particolare per noi, perché Avanzi compie il venticinquesimo.


Non siamo affezionati agli anniversari, ma un quarto di secolo è comunque un passaggio importante. È come se, per riprendere la metafora del fiume, ci fosse una chiusa, un ponte, un qualcosa che, anche se l’acqua che scorre è sempre la stessa, segna un “prima” e un “dopo”.
Questo compleanno speciale sarà per noi un’occasione per fare tante cose: prima di tutto, per festeggiare; ma anche per realizzare una serie di iniziative che ci permettano di rilanciare i nostri temi, di rimettere in discussione i nostri modi di fare le cose, forse anche di ridefinire la nostra agenda per il futuro. Abbiamo pensato di fare tutto questo aprendoci all’esterno, in modo da offrire a tutti quelli che sono interessati ai temi di sostenibilità e di innovazione un’opportunità per partecipare ad una riflessione collettiva.

La immaginiamo come un esercizio critico, forte, senza sconti – perché, bisogna dirlo, di questa melassa cominciamo ad essere già stanchi: la sostenibilità sembra trovarsi molto in alto nelle priorità di cittadini e di operatori pubblici e privati; ma, nella più parte dei casi, è pura retorica. Di cambiamento “vero”, di quello che ci piacerebbe vedere realizzato, non c’è traccia o quasi. Se vogliamo un cambio di passo, occorrono idee, teorie e pratiche molto più incisive.

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